3 cose da non sottovalutare prima di mandare un manoscritto a una casa editrice

Dopo un lungo lavoro, tra quaderni e computer, per la stesura del vostro libro, avete finalmente messo la parola “fine” alla storia. Adesso è arrivato il momento di far conoscere alla gente ciò che avete scritto. Sappiamo che ci sono vari modi per pubblicare: i concorsi letterari, il self-publishing e la stipulazione di un contratto con una casa editrice. Oggi parliamo di coloro che scelgono l’ultima opzione. L’errore che spesso si commette, specialmente se si è giovani e inesperti, è quello di mandare il libro così com’è, perché siamo convinti che l’editore baderà solo alla storia e non alle altre cose di contorno. Invece, purtroppo, spesso sono le cose di contorno che fanno scartare un romanzo a priori. Questo non è per scoraggiarvi, anzi, è per incentivarvi a non adagiarvi sugli allori; quindi ecco a voi le tre cose da tenere in considerazione prima di spedire la vostra opera a una casa editrice.

  1. Gli errori grammaticali e i refusi: potrebbe sembrare una cosa banale. D’altronde siete scrittori, quindi perché dovreste commettere errori di questo tipo? Invece spesso capita che delle imperfezioni non ci saltano all’occhio, anche se abbiamo già revisionato il libro più volte, probabilmente perché, essendo noi gli autori, prestiamo più attenzione alla storia e allo stile che ai semplici errori di distrazione che potrebbero dare molto fastidio a chi valuta un manoscritto. Per evitare di spedire un’opera con troppi refusi, vi consiglio di chiedere a un vostro amico, a un professore o a qualcuno che sia in grado di darvi una mano. Una seconda opzione potrebbe essere quella di affidarsi a un servizio di editing, per essere sicuri di fare una correzione accurata. In questo caso vi consiglio di consultarne un po’ ed eventualmente di chiedere un preventivo; alcune ti permettono di fare una prova gratuita mandandogli le prime pagine del libro. Importante: non pensate per forza che, se vi chiedono più soldi, lavorano meglio, quindi prendetevi tempo per fare la scelta migliore per voi.

 

  1. Impaginazione: “tanto ci penserà la casa editrice a curare l’impaginazione del libro”: una frase non propriamente vera. Un’impaginazione del libro disordinata o illeggibile non aiuta l’editore nella valutazione e, in generale, non è un buon biglietto da visita. C’è da sapere che, nel mondo dell’editoria, l’unità di misura per indicare la lunghezza dei testi è la cartella, che si compone di un foglio A4, di 1.800 battute (spazi inclusi), suddivise in 30 righe da 60 battute ognuna. Per ottenere una cartella editoriale bisogna impostare certe opzioni. Prima di tutto, è opportuno utilizzare un font semplice: Garamond, Times New Roman, Courier New o Verdana sono un esempio, di dimensione 11 o 12. Vi consiglio di evitare il grassetto e di utilizzare il corsivo con parsimonia, ad esempio per le parole in lingua diversa. Anche l’interlinea e i margini sono importanti: la prima cosa è togliere lo spazio tra paragrafi; poi solitamente consiglio di impostare l’interlinea di 1,5 cm e i margini di 3 cm per quelli superiori e inferiori e si 2,4 cm per quelli destro e sinistro.

 

  1. Sinossi e lettera di presentazione: Molte case editrici, invece di chiedere il manoscritto integrale, inizialmente chiedono solo una sinossi e la lettere di presentazione dell’autore. Questo perché le proposte che arrivano ogni giorno sono tante e sarebbe impossibile leggere ogni libro; poi, se interessati, chiederanno di mandargli in lettura l’intera opera. Per questo motivo è importante non sottovalutare quelli che sono il tuo biglietto da visita. La sinossi è un riassunto del libro e non è da confondere con la trama sulla quarta di copertina, che è fatta per incuriosire il lettore, quindi occorre svelare anche il finale. Solitamente non deve superare le due cartelle, ma certe case editrici chiedono ancora meno, quindi vi consiglio di prepararne alcune di varia lunghezza, cercando di sintetizzare il più possibile senza sminuire la storia. Nella lettera di presentazione, invece, dovrete parlare di voi stessi sempre sinteticamente (indicativamente massimo una cartella). Cominciate con una breve biografia e specificate se siete esordienti o avete già pubblicato uno o più libri. Vi consiglio di evitare di lodarvi troppo (se siete bravi, lo giudicherà l’editore). Concludete inserendo i vostri recapiti.

Ora che avete curato questi tre punti, avete davvero finito di lavorare alla vostra opera e potete prepararvi a proporlo a un editore. Nel prossimo articolo parleremo di come selezionare le case editrici che potrebbero prendere in considerazione il vostro libro.

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