Diritto d’autore: 3 modi per tutelare il tuo manoscritto

Nella storia del diritto d’autore, un caso che è divenuto esemplare è quello Manzoni – Le Monnier. Il celebre autore promosse una causa contro l’editore fiorentino, Felice Le Monnier, il quale aveva riprodotto per la sua casa editrice I Promessi Sposi nella prima stesura del 1827, senza chiedere il consenso e senza fornire alcun compenso al legittimo proprietario dell’opera. Il caso si concluse dopo dieci anni, nel 1860, a favore di Alessandro Manzoni, il quale difese il suo diritto basandosi sul trattato del 1840.

Oggi è ancora in vigore, dopo varie modifiche, la legge 22 aprile 1941 n. 633: Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio.

Che cosa si intende esattamente per “diritto d’autore”? Ai sensi della legge 633/41, è il diritto che permette a un autore di disporre delle sue opere in maniera esclusiva, di riscuoterne il compenso, di opporsi alle sue modifiche da parte di terzi, di pubblicarla quando preferisce e di rivendicarne la paternità. Sono tutelate le opere dell’ingegno che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia. Il diritto nasce automaticamente con la creazione dell’opera, mentre la tutela economica è garantita per tutta la durata di vita dell’autore e persiste per settant’anni dopo la sua morte, dopo di che la sua creazione cade in pubblico dominio.

In caso di gravi ragioni morali, l’autore può esercitare il “diritto di pentimento”, come previsto dagli articoli 142 e 143 della legge del diritto di autore. Per “ragioni morali” si possono intendere motivi di carattere etico, politico, religioso, intellettuale, così come il caso in cui l’autore non rispecchi più la propria personalità nella sua opera. In tali circostanze, l’autore ha il dovere di indennizzare chi ha acquistato i diritti di diffusione, riproduzione e rappresentazione dell’opera in questione. I cosiddetti diritti morali, come espresso nell’articolo 22 l. 633/41, sono intangibili; Tuttavia l’autore, che ha già accettato le modifiche dell’opera da chi la mette in commercio, non può più chiederne la soppressione.

Ora che abbiamo spiegato che cosa si intende per diritto d’autore, vediamo come possiamo prendere delle precauzioni affinché questo diritto non venga violato. Oggi, con internet e le comunicazioni telematiche, abbiamo la possibilità di diffondere più facilmente la nostra opera; tuttavia, il rovescio della medaglia è che è altrettanto facile che un’opera letteraria venga plagiata o inserita in un sito pirata. Andiamo a vedere, quindi, quali sono i mezzi per tutelare il diritto d’autore.

  • Siae: Uno dei maggiori punti di riferimento per la tutela del diritto d’autore è la Società italiana degli autori ed editori, più comunemente conosciuta come Siae. Si tratta, precisamente, di un Ente Pubblico Economico a base associativa, il che significa che garantisce a chi vi è iscritto il riconoscimento del compenso che spetta al titolare di un’opera sia in Italia sia all’estero. Per iscriversi alla Siae occorre compilare un modulo, che si può scaricare dal sito ufficiale o ottenere dalla filiale più vicina, inserendo tutte le informazioni dell’opera inedita che si vuole tutelare, successivamente si paga, tramite conto corrente, la quota richiesta e si spedisce tutto il materiale alla sede a Roma. L’ente dispone di una sezione specifica dedicata alle opere letterarie, chiamata OLAF, nonostante questo molti autori decidono di non affidarsi alla Siae per tutelare i diritti d’autore, per motivi ben precisi. In primo luogo, a pesare è la questione economica, perché occorre pagare una notevole somma per iscriversi ed eventualmente rinnovare. Inoltre tutto quello che fa la Siae, nel caso delle opere letterarie, è semplicemente quello di applicare bollini sul frontespizio del libro, ma non entra in causa se c’è da difendere la paternità di un’opera. Da come si è capito, la deposizione di un’opera alla Siae non è obbligatoria e ciò non implica che i diritti di autore non possano essere tutelati in qualche modo a dei costi decisamente minori. Si può scegliere di aderire ad altre Società di autori di Paesi stranieri oppure optare per dei metodi semplici ed economici che non hanno lo stesso valore legale di un deposito notarile, ma sono dei validi testimoni della paternità di un’opera.
  • Posta ordinaria: In questo caso, tutto quello che bisogna fare è stampare il libro, imbustarlo e spedirlo al proprio indirizzo di casa tramite le Poste. Una volta ricevuta l’opera, bisognerà mantenerla chiusa nella busta, con sopra il timbro delle Poste che certificherà la data di spedizione, quindi la paternità dell’opera, in caso di necessità.
  • PEC: Così come Internet ha apportato dei problemi nell’ambito del diritto d’autore, d’altra parte offre delle soluzioni pratiche per tutelare la paternità di un’opera, ad esempio con l’utilizzo della PEC (Posta Elettronica Certificata). Si tratta di un sistema che permette di inviare e-mail con il valore legale equiparato ad una raccomandata con ricevuta di ritorno, come stabilito dalla normativa attualmente in vigore. In sostanza, il servizio PEC non differisce molto dalla comune casella di posta elettronica, come Outlook, ma ha delle caratteristiche aggiuntive. In primo luogo, fornisce all’utente che la utilizza la certezza, con valore legale, dell’avvenuta o della mancata consegna di un’e-mail al destinatario, con l’attestazione dell’ora esatta di spedizione, garantita dalla ricevuta di ritorno. Inoltre la PEC si avvale di protocolli di sicurezza al fine di garantire la certezza del contenuto, impedendo che al messaggio vengano apportate possibili modifiche: questo è valido sia per il corpo dell’e-mail sia per eventuali allegati. Per utilizzare la posta elettronica certificata per proteggere un manoscritto, innanzi tutto occorre registrarsi acquistando una casella a prezzi modici, a seconda delle esigenze. Una volta creato un account PEC, bisogna prendere il file dell’opera e allegarlo a un’e-mail spedendola al proprio indirizzo PEC. In questo modo si ottiene una prova della paternità dell’opera letteraria, dimostrata dalla ricevuta che attesterà la data e l’ora esatta della consegna.

Naturalmente chi non vuole utilizzare la posta elettronica certificata, può sempre affidarsi al comune indirizzo e-mail, purché questo sia registrato a proprio nome; tuttavia non è un metodo che garantisce una prova affidabile di paternità dell’opera. Se si vuole andare sul sicuro, si può optare per le opzioni sopraelencate.

 

 

Articolo creato 29

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto