Recensione: “E nel cielo brillano le stelle”.

Cari lettori, oggi vi parlo di un romanzo che ho letto nell’arco di tre giorni, durante una vacanza. Si tratta di E nel cielo brillano le stelle, un libro di 182 pagine, scritto dal genovese, Pietro Moros, edito da Leone Editore.

(Attenzione: il testo potrebbe contenere spoiler).

Il titolo del libro subito mi ha fatto pensare che stessi per leggere una storia d’amore; invece non è stato così, o almeno non del tutto. Infatti, alla fine non ho trovato un amore tra due fidanzati, ma un amore tra padre e figlia, che deve affrontare una vicenda molto travagliata.

La trama ci fa calare subito nei panni di Ambra, una ragazza di sedici anni che, come tutti gli adolescenti e i suoi amici, ha problemi con i genitori. Tuttavia è un evento in particolare che fa scatenare la rabbia (parola citata spesso nel romanzo) e la ribellione della giovane: la separazione dei suoi genitori. Da quel momento, Ambra si sente sola e abbandonata e, quasi senza accorgersene, insieme alla sua compagnia di amici, si trova immersa in un circolo vizioso fatto di alcol, droga e cattive abitudini. Inizialmente il tutto nasce come un gioco, ma le conseguenze arrivano ben presto e la situazione che si viene a creare è troppo grande per degli adolescenti. Ambra riporta in un diario il vortice di degrado in cui lei e i suoi amici stanno cadendo e, quando il padre leggerà ciò che è scritto in quelle pagine, ne rimarrà sconvolto; ma questa scoperta sarà la chiave per salvare la vita della figlia.

Il libro si presenta come un diario scritto dalla protagonista, di conseguenza ciò che ci troviamo di fronte è il linguaggio colloquiale che avrebbe un adolescente. Si incontrano spesso slang giovanili come “ci siamo dati una punta”, oppure espressioni un po’ più colorite. Nonostante questo, l’autore ha saputo bilanciare il linguaggio di una sedicenne con uno stile curato e pulito che uno scrittore deve sempre mantenere.

Alle pagine di diario si alternano brevi capitoli in cui possiamo vedere le reazioni e le sensazioni del padre di Ambra, nel leggere quel quaderno. Questo è interessante perché permette al lettore di osservare due punti di vista opposti tra loro. Da una parte abbiamo una figlia arrabbiata con il mondo, in particolar modo con i genitori, dall’altra abbiamo un padre che ama Ambra con tutto il cuore ma che, andando avanti con la lettura del diario, si rende conto che non ha mai realmente dimostrato il suo affetto.

Abbiamo, quindi, un’evoluzione del personaggio, anche se c’è da dire che assistiamo a una maggiore crescita proprio in Ambra. Quest’ultima, inizialmente, ci appare come la classica persona che sta attraversando la crisi adolescenziale, specialmente quando fa la caduta nel mondo della droga; anche se, come lettori, non possiamo fare a meno di assecondare tutti i suoi comportamenti, perché leggiamo i suoi pensieri. La cosa che stupisce è che, proprio quando la situazione degenera e tutto sembra perso, in lei avviene un cambiamento che progredisce pian piano: ragiona in modo più maturo, fa di tutto per aiutare i suoi amici in una pessima situazione, è più consapevole di se stessa e di quello che le sta intorno.

Penso che E nel cielo brillano le stelle sia adatto a ogni età, dai quindici anni in su; però, forse, lo consiglio ancora di più ai genitori: magari non si trovano nella stessa situazione del padre di Ambra (anzi, mi auguro che non lo siano), ma possono assumere una visione diversa sul mondo dei giovani e sui loro figli, tra momenti di forte commozione di cui il libro non pecca certamente.

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