Jessica Maccario: un romance tutto da scoprire.

Cari lettori, oggi abbiamo il piacere di avere qui con noi Jessica Maccario! Una giovane scrittrice che ci parlerà un po’ del suo lavoro e del genere letterario a cui preferisce dedicarsi.

Come nasce la tua passione per la scrittura?

Intanto ti ringrazio per l’intervista! Per rispondere alla domanda, la passione per la scrittura è una conseguenza della passione per la lettura, che mi accompagna fin dalle elementari. Ho avuto maestre che ci spronavano a leggere, compilare schede di lettura, inventare raccontini, quindi ho dei quaderni dove mettevo tutta la mia fantasia creando favolette sui draghi e altre creature fantastiche. Il primo vero romanzo che ho scritto risale alle scuole medie, nel periodo in cui avevo iniziato ad appassionarmi agli Harmony e alle storie d’amore. Si tratta di una storia ambientata in Irlanda, rosa e con qualche elemento fantastico, che ho scritto di sera al computer e ho stampato in modo da portarla all’esame di terza media. Mi sembra passato un secolo da allora, ma era stata una grande emozione. In seguito ho scritto un romanzo per metà autobiografico, che riprendeva delle vicende accadute realmente, era un bel tomo sebbene trattasse tematiche da ragazzini, quelli che erano i nostri problemi di allora. Il primo romanzo che ho deciso di pubblicare è un fantasy, perché durante le scuole superiori mi sono concentrata sulla trilogia de “Gli Elementali” che sto tutt’ora cercando di ultimare. Allora scrivere era un passatempo, impiegavo anni per arrivare alla fine perché il divertimento maggiore era inventare una scena e commentarla con la mia migliore amica, ricamare sopra ai personaggi, immaginare cosa sarebbe potuto succedere. Solo in seguito è diventato quasi un lavoro, tanto che per circa due anni ho scritto tutti i giorni arrivando a pubblicare due libri l’anno. Al momento non ho più così tanto tempo da dedicarmici, ma di certo è una passione che continuo a portare avanti!

Il primo libro che hai scritto è ambientato in Irlanda hai detto. Cosa ti ha ispirata di quel paese?

Ho sempre amato l’Irlanda, i grandi spazi verdi e la natura mi hanno sempre accompagnata e affascinata, forse perché vivo a due passi da un bosco. Dublino e la costa del sud era un luogo che avrei potuto definire solo come “idilliaco” e che ancora adesso vorrei visitare. Era una passione che avevo in comune con la mia migliore amica, tanto che avevamo creato un viaggio per vedere questi paesaggi, andando proprio a calcolare tutte le spese (purtroppo poi non siamo mai partite!). Sarei rimasta ore a guardare le foto su internet. Nel romanzo avevo messo un bosco e un grande lago, vicino al quale viveva il protagonista con le due figlie, che si trova poco lontano da Dublino. Quello di viaggiare virtualmente in posti lontani è una cosa che ho fatto con quasi tutti i miei romanzi, come per la duologia “In volo con te” e “Questo viaggio è per sempre”, ambientata a Torino, Amsterdam e in Canada. Ho intere mappe con percorsi segnati e appunti presi dalle guide di viaggio e dal web!
 
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I tuoi romanzi sono per lo più romanzi d’amore, giusto? Come mai ti sei avvicinata più a questo genere rispetto ad altri?
 
Sì scrivo fantasy e rosa, tutti con storie d’amore al loro interno. Solo con l’ultimo ho tentato un genere diverso, il romantic suspense, che concilia il rosa con il giallo. Diciamo che ho sempre dato tanta importanza all’amore, forse troppa, ero la tipica ragazzina innamorata un giorno sì e l’altro pure che si cibava di letture romantiche. Ora leggo di tutto, ma per anni ho letto una quantità industriale di romanzi rosa, soprattutto di Danielle Steel, Nora Roberts, Cecelia Ahern, forse perché volevo sentirmi grande e perché, in concreto, ero ancora “piccola” per avere certe esperienze. Motivo per cui poi alle superiori e all’università ho cercato di recuperare leggendo le storie da ragazzi che mi ero persa prima.
Che stile usi solitamente nei tuoi scritti?
Credo che lo stile evolva nel tempo, per cui per forza di cose un romanzo scritto adesso è molto diverso da uno scritto anni fa, soprattutto se hai avuto la possibilità di avere consigli o di essere seguita da persone più esperte. Tendo però a seguire un certo schema, che prevede di iniziare sulla base dell’ispirazione e poi di creare riassunti e tabelle per caratterizzare ogni personaggio. Di solito i protagonisti sono uno o due al massimo, ma i personaggi di contorno sono altrettanto importanti, per cui mi piace che abbiano la loro storia. Nei fantasy alla fine ce ne sono talmente tanti che mi perdo anch’io a ricordarmeli tutti o a decidere dove collocarli nei vari capitoli… Quindi diciamo che ho un raccoglitore, dove raccolgo tutti i fogli con le varie tabelle, e non sono pochi.
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tra le tue opere hai citato la trilogia Gli Elementali. Dal titolo si può intuire la particolarità di questa storia. Ce ne parli un po’?
 

L’idea mi è venuta durante le superiori, quando volevo scrivere un fantasy ambientato in un posto immaginario dove potessero collocarsi le varie vicende. Ho inventato così Forest Glade, un piccolo paese vicino a un enorme bosco dove vivono le creature, denominate Elementali per la loro capacità di controllare uno dei quattro elementi: acqua, aria, fuoco, terra. Peter e Angelica sono i due protagonisti delle avventure dei tre libri, due amici che non potrebbero essere più diversi nel loro carattere. Peter è un umano e non sa che Angelica gli ha sempre nascosto la sua natura di mezza elfa, quando lo verrà a scoprire sarà già in mezzo al pericolo e conoscerà tutte le altre creature: silfi, naiadi, salamandre, ondine e demoni. È una storia per ragazzi che affronta le principali tematiche di amore e amicizia, ma in cui volevo anche che ci fosse, accanto all’elemento fantastico, un’evoluzione nel personaggio di Peter, che acquista man mano più sicurezza in se stesso e nelle sue capacità e impara ad aprirsi con gli altri. Ora sto finendo l’editing del terzo, dove ampio spazio è riservato anche a Clarissa e Malphas, un’umana e un demone che hanno diversi problemi da affrontare e che hanno acquisito un certo rilievo nel corso della storia. L’ultima parte invece è dal punto di vista di Nancy, una bambina un po’ particolare con dei poteri che si spiegano soltanto alla fine.

Nella trilogia, quindi, hanno un ruolo fondamentale i 4 elementi. In quale di questi ti riconosci di più e perché?
Ho sempre temuto il fuoco e adorato il mare, quindi ti dico l’acqua, anche se guardando ai poteri che hanno le creature nel mio romanzo i demoni sono quelli che trovo più affascinanti.
Torniamo al romantic suspense. Come combini questi due generi riferendoti a 15175403_10207024645528079_1359172836_nuna delle tue opere?
Fin’ora ho scritto solo “Io ti libererò” di questo genere, ma mi piacerebbe riprovarci. Era una sfida più che altro con me stessa, tanto che mi ci sono messa d’impegno e l’ho scritto e corretto in un tempo più breve rispetto agli altri, più o meno tre mesi. Bisogna avere ben chiaro cosa si vuole fare, quale sia lo scopo finale e quali i cattivi. Io l’ho deciso e poi mi sono adattata strada facendo, vedendo le reazioni del mio ragazzo che leggeva un paio di capitoli alla volta, e modificando in modo che la storia non apparisse banale e ci fossero dei
colpi di scena. La parte più difficile è cercare di equilibrare le scene romantiche con l’azione, in modo da dare un tocco di thriller, avevo paura che prevalesse l’uno rispetto all’altro ma sono rimasta soddisfatta del risultato. Ci sono delle scene, soprattutto nel finale, che avrei potuto approfondire e che potrei mostrare in un successivo libro, per il momento però non ho l’ispirazione giusta per scriverne un altro quindi preferisco concentrarmi sui rosa che ho da parte.
Hai un link di acquisto da condividere?
Vi lascio il mio sito web dove ci sono informazioni sui romanzi e racconti che ho scritto e vi invito a passare dalla mia pagina Facebook: 
Molto bene, adesso come ultima domanda: un libro che vorresti consigliare ai nostri lettori e perché.
Di libri belli ce ne sono tanti, ognuno lascia un pezzetto di sé, ma credo che quelli che rimangono davvero nel cuore sono quelli capaci di emozionare. Un libro che mi ha emozionata molto è “Il confine” di un attimo di Redmerski, forse grazie allo stile diretto dell’autrice, ma mai quanto “ps: I love you” di Cecelia Ahern, una di quelle storie capaci di farti piangere e sorridere al tempo stesso dall’inizio alla fine, una di quelle che pensi “vorrei averlo scritto io”.
  
Grazie, Jessica, per averci reso partecipi del tuo mondo. A nome dei lettori ti auguriamo il meglio per i tuoi libri e per quelli futuri 🙂
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