Recensione: “The Order of Guardians”.

Con la recensione di oggi, ci dedichiamo a una delle tante sfumature del fantasy. Si tratta di un Heroic Fantasy, dove prevalgono forti guerrieri, molte scene d’azione e un ritmo veloce.

Approfondiamo le caratteristiche di questo genere, parlando del primo capitolo della saga The Order of Guardians, L’ombra del male, scritto dal giovane autore Marco Ternavasio, edito da Inspired Digital Publishing.

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Un antico Ordine combatte nell’ombra per garantire la stabilità degli equilibri di pace nella Terra dei Quattro Venti. I suoi membri, i Guardiani di Nayset, capaci di azioni così strabilianti da essere considerati delle vere e proprie leggende, sono rafforzati da un potere che scaturisce da un antico male, sepolto nelle Terre Dimenticate: un mondo dove il dolore e l’odio della prima civiltà erano stati confinati millenni or sono. Hastan, uno dei più forti Guardiani dell’Ordine del Grande Tempio di Nayset, affronterà un avversario sepolto nel passato della storia degli uomini, ma le sue fatiche saranno aggravate dal tradimento di uno dei suoi più cari amici, che si rivolterà contro l’Ordine stesso, dando inizio ad una guerra di proporzioni gigantesche, la più grande che le genti libere della Terra dei Quattro Venti abbiano mai visto. Toccherà alla prole di Hastan continuare la lotta contro quel nemico, così insidioso, che minaccia di distruggere le fondamenta stesse del mondo. I Guardiani, guidati dal Gran Maestro, dovranno combattere la più grande sfida che abbiano mai affrontato, ma un male ancora più oscuro sta tessendo i suoi fili nell’oscurità…un male che, molto presto, farà vedere il suo volto alle genti libere della Terra dei Quattro Venti.

L’ambientazione

Vorrei partire con l’elemento che ho apprezzato maggiormente nel libro: il world building. Infatti, già prima di cominciare la lettura, viene presentata una carta geografica del mondo in cui si svolge la trama. Ci troviamo nella Terra dei Quattro Venti, in cui l’antico Ordine dei Guardiani si impegna a mantenere la pace.

Le descrizioni dei luoghi e degli ambienti sono dettagliate e non banali: più volte mi sono trovata a pensare “mi piacerebbe vedere questo posto dal vivo”. Inoltre, le città che incontriamo nel corso della storia, sono strutturate in modo particolare; ad esempio, ecco un estratto che descrive Fereth:

Sorgeva all’interno di un enorme cono di un vulcano spento da secoli. Le pareti rocciose, che costituivano una muraglia naturale alta più di cinquanta metri e con un diametro di sei miglia, formavano una struttura difensiva quasi impenetrabile. All’interno di questo anfiteatro vulcanico riempito d’acqua, sorgevano tre isole. Sulla più grande di queste si trovava la città-stato di Fereth, dove sorgeva imperiosa la torre del Principe, sede del potere del Principato. Gli altri isolotti ospitavano villaggi di contadini e allevatori.

The Order of Guardians – capitolo undici.

 

Contrapposta alla parte civile, vi sono le Terre Dimenticate, un luogo oscuro, abitato da demoni e creature malvagie, raggiungibile solo attraverso un varco, posto in un luogo preciso della Terra dei Quattro Venti. E’ lì che si dirigono gli allievi dell’Ordine, per svolgere l’ultima prova prima di diventare Guardiani, la cosiddetta Iniziazione, che prevede l’uccisione di uno dei demoni. L’allievo, poi, se sarà in grado di sopravvivere, acquisirà il potere del mostro che ha ucciso; infatti la caratteristica più evidente dei Guardiani è che hanno tutti delle abilità speciali e differenti, come diventare un fulmine, evocare il fuoco o tramutare le braccia in arbusti.

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I personaggi e il tempo

Da quanto si capisce, i Guardiani sono invincibili, tanto che sono in grado di sopraffare i demoni delle Terre Dimenticate. Chi può contrastarli, quindi? I Disertori dello stesso ordine, naturalmente, i quali vogliono impadronirsi di un antico (e pericoloso) potere custodito dall’Ordine.

Sono tanti i personaggi che incontriamo, alcuni sono messi più in evidenza di altri, ma non c’è un vero e proprio protagonista. Infatti la narrazione assume punti di vista differenti, a seconda degli eventi narrati. Questo probabilmente perché l’arco di tempo della trama è piuttosto lungo. Spesso ci sono dei flash-back o dei salti temporali, che possono essere di pochi anni oppure da una generazione all’altra.

Questa tecnica può piacere come no. Il lato positivo è che possiamo assistere a personaggi più maturi e con più esperienza, rispetto a come li conoscevamo un momento prima; il lato negativo è che non permette di venire a conoscenza di certi avvenimenti vivendoli nella lettura, piuttosto che con i ricordi, un po’ frettolosi, dei personaggi o con l’intervento del narratore che ci fa un riassunto di ciò che è accaduto durante il salto temporale.

La prevalenza delle scene d’azione

L’arco di tempo lungo è giustificato dal fatto che la storia si concentra su una guerra che si sta scatenando tra i 51dtvtrdhlGuardiani e i Disertori. E, si sa, una guerra non nasce e si conclude in pochi anni, specialmente se di grandi dimensioni. Su questo lato, l’autore ha saputo dimostrare una buona abilità nelle descrizioni delle scene d’azione e un’ampia conoscenza dei termini militari. Qui c’è da notare il fatto che, se il ritmo, in generale, è abbastanza veloce, nei momenti di battaglia rallenta, facendo concentrare il lettore su quelle scene.

Il target

Penso che questo sia un libro adatto per lo più ai ragazzi, non tanto per il forte elemento di guerra, quanto per il fatto che i personaggi più evidenti sono di genere maschile, quindi solo un certo tipo di lettore può identificarsi pienamente nella storia. Tuttavia i prossimi libri della saga promettono di dare spazio anche a presenze femminili e ciò permetterà di allargare un po’ il target.

Conclusione personale

The Order of Guardians potrebbe essere anche una lettura utile per chi ha difficoltà nel descrivere le scene d’azione. In genere si dice che gli elementi più ardui da gestire sono le battaglie e l’amore…

D’altro canto non penso sia adatto a chi, in un libro, vuole personaggi bene approfonditi; perché il ritmo veloce e i cambiamenti radicali, dovuti ai salti temporali, impediscono un po’ di affezionarsi a uno di essi.

A mio parere, questo libro ha presentato qualche imperfezione, ma si tratta comunque dell’opera d’esordio di Marco Ternavasio, il quale ha molte potenzialità che saprà sicuramente sfruttare al meglio nei libri futuri.

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