Intervista sull’autobus londinese: Sara Wood

Oggi vi riporto un’intervista che ho avuto il piacere di fare a un’autrice che mi ha colpita per la sua energia e consapevolezza di se stessa. Quello che mi è rimasto, dalla piacevole chiacchierata con Sara Wood, è che non bisogna arrendersi di fronte alle difficoltà e alle ingiustizie e che, a volte, è necessario fermarsi, prendere in mano la propria vita e  cambiarla. In alcuni casi dobbiamo avere il coraggio di prendere scelte drastiche; in altri basta compiere una piccola azione per avere rispetto di se stessi. Infatti, come scrive Sara nel suo libro Io Ti Vedo: “il male lo si combatte guardandolo negli occhi e dicendo “Io Ti Vedo”.”

Adesso, nel corso di domande e risposte, vi racconto l’esperienza di questa autrice.

Ciao Sara e benvenuta su Scrivere del Vero. Comincia a presentarti ai nostri lettori.

Cominciamo, sì! E cominciamo su un autobus rosso tipico londinese a due piani. Io sono al secondo, così mi godo la vista dall’alto. Vivo a Londra da poco più di un anno e mezzo. Prima ero in Danimarca. Prima di quello a Doha in Qatar. Prima di quello a Dubai. Quando uno si stacca dalla propria patria la prima volta e’ un dramma (se non aveva più così tanta voglia di andarsene) e manca tutto. Andarsene da una nazione in cui sei migrato e spostarsi in un’altra è molto meno difficile e a in certo punto ci fai il callo, come se fosse la cosa più naturale del mondo non appartenere a nulla. Perché alla fine ho scelto Londra? Perché, per me, Londra è la città di tutti. Sono tutti come me, e quindi speravo di sentirmi parte di qualcosa.

Quindi ne hai fatta di strada, in senso letterale! In tutto questo, sei anche autrice di un libro (Pubblicato da Leone Editore). Quali temi tratta?

Sì, ho scritto un libro. Io Ti Vedo. I temi sono molteplici: i cervelli in fuga, la vita di una donna in carriera (anche se il termine “in carriera” non è proprio corretto…direi più una donna che vuole fare il lavoro per cui ha studiato), le difficoltà dell’adolescenza etc.. Il titolo non è stato scelto a caso. La protagonista si sente trasparente, come se nessuno a vedesse. Persa in un oceano di persone e senza un’identità vorrebbe essere vista, rispettata per quello che fa, amata per quella che è.

Da quanto mi dici, ho l’impressione che il libro richiami un po’ la tua esperienza. Quanto c’è di te nella storia e, soprattutto, nella protagonista?

La protagonista ha molto in comune con me, ma anche diversa. Più coraggiosa…

Hai parlato anche di un tema che mi sta molto a cuore: l’adolescenza. Quali sono, secondo te, le difficoltà maggiori che bisogna affrontare nel passaggio all’età adulta?

La difficoltà maggiore passando dall’età della fanciullezza all’età adulta è l’accettazione che il mondo degli adulti è imperfetto. A me questo passaggio è costato tanto, ad esempio. Da adolescente avevo i miei problemi, ma credevo che una volta cresciuta tutto si sarebbe risolto…come arrivare alla cima di una montagna. E invece è stato l’opposto. Da grande ho scoperto che il mondo degli adulti è ancora più incerto di quello dei bambini, che devono scoprire tutto.

Siamo alla fine della nostra intervista. Hai altri progetti in cantiere?

Scrivo sempre. Ho un tacquino Molleskine (ovvio finto Molleskine, che quelli originali costano oro) e prendo appunti di continuo. Il mondo a Londra è cosi’ buffo e strano, che mi ritrovo a scrivere in metro, sul bus, in ufficio, mentre cammino per strada. Ho due libri in progetto. Prima del libro che ho pubblicato ne ho scritti altri due. Quello che ho imparato con la pubblicazione del mio primo libro è che il lavoro difficile non e’ scriverlo, ma correggerlo, correggerlo e poi correggerlo ancora.

Potete conoscere meglio Sara nella sua Pagina Facebook. Grazie per essere stata con noi e in bocca al lupo per il tuo lavoro e per le future pubblicazioni!

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