Cliché

Cliché e fantasy. Come scrivere in modo originale?

Quante volte ci capita di trovare dei cliché nei libri che leggiamo? Principesse da salvare, predestinati a diventare eroi, signori oscuri che vogliono sottomettere il mondo per il puro gusto di essere cattivi. Perché tanto l’autore li ha disegnati così, giusto?

Il tema dei cliché è ricorrente soprattutto nel genere fantasy. E chi scrive deve stare attento a trasformare la sua storia in un polpettone già visto e rivisto. Il lettore, giustamente, vuole qualcosa di nuovo. Ma evitare completamente i cliché è giusto? Non si rischia di cadere in un’originalità forzata oppure fatta male?

Si dice che ormai sia difficile creare qualcosa di autentico, perché esiste già  tutto ciò che si può inventare. Ed è vero, da un certo punto di vista. Nulla vieta però di prendere ciò che è stato inventato e di renderlo proprio, di metterci la propria firma. Per farlo, però, bisogna sapere quali sono alcuni cliché in cui è meglio non cadere.

  • Il Prescelto: il mondo è in serio pericolo, ma c’è una persona che può salvarlo. Tutte queste responsabilità sono addossate a un solo poveretto che dovrà affrontare una marea di stress. Questo perché è il Prescelto voluto dal destino o da una profezia. Personalmente non penso che sia completamente sbagliato dare a un predestinato il compito di diventare un eroe, ma è meglio non abusarne. Il mio consiglio è di dare comunque un senso. Se una persona è stata scelta in mezzo a tante ci saranno dei motivi ben precisi. Mi è capitato di leggere libri o racconti in cui mi sono chiesta “perché proprio lui ha questo compito?”. Occhio a non lasciare troppo al caso. Inoltre, trovo che sia tremendamente ingiusto e crudele affidare il destino del mondo a un’unica creatura. Costruitegli intorno una rete che possa contribuire al lieto fine (se ce n’è uno ovviamente).
  • Elfi di Tolkien o elfi di Harry Potter? Ardua scelta, dipende sicuramente dal mondo in cui ambientate la vostra storia. Sicuramente è difficile fare una via di mezzo o evitare di creare una copia di uno o dell’altro. Qui entra in gioco il consiglio che ho dato prima: mettete la vostra firma. Se preferite che i vostri elfi sia alti, belli e nobili dategli delle caratteristiche che mettereste solo voi e rendetele evidenti nel corso della storia.

Oh, Dobby…i miei poveri feels…non devo piangere!

  • Il Signore Oscuro. Pare quasi che lo stesso cattivo si diverta a cambiare nome e a dare seccature a protagonisti diversi (da qui proviene l’immagine in evidenza). Non trascurate il vostro Signore Oscuro solo perché è cattivo. Spiegate i motivi che lo hanno reso tale, gli darete tridimensionalità.
  • Sogni e flashback: queste tecniche sono ideali per raccontare antefatti o anticipare il futuro, ma a volte sono usati “goffamente”, per citare il libro della collana. Nonostante siano rivelatori, rallentano il ritmo della narrazione e alla lunga rischiano di annoiare. Sarebbe meglio assicurarsi che trattino esclusivamente i fatti relativi all’intreccio. Inoltre, state attenti: se sentite la necessità di inserire molti flashback, potrebbe essere il caso di cambiare la linea temporale del vostro libro.

Vuoi conoscere qualche altro consiglio sulla scrittura? Leggi altri articoli 🙂

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