Mappe fantasy moderne: qual è la loro origine?

Soprattutto a chi legge fantasy capita spesso che a inizio libro trovi una carta geografica che descrive il mondo immaginario creato dall’autore. Ma come sono nate le mappe che conosciamo oggi?

La mia tesi di laurea 🙂

L’argomento mi ha sempre interessata molto, tant’è che ho deciso di trattarlo nella mia tesi di laurea, dal titolo Cartografia dei mondi immaginari – creare mappe per la letteratura fantasy.

E, nel corso delle mie ricerche, è sorto del materiale che mi ha incuriosita tantissimo, così ci ho dedicato un paragrafo. Da dove traggono ispirazione le mappe dei libri che conosciamo oggi? Per spiegarvelo, riporto qui sotto ciò che ho scritto nella mia tesi.

Buon viaggio attraverso i mondi immaginari!

“Stefan Ekman, nel suo nuovo studio sul ruolo dello spazio nella letteratura fantasy, Here Be Dragons: Exploring Fantasy Maps and Settings, sostiene che le mappe dei mondi immaginari “seguono un’estetica pseudomedievale”. Però tra le carte fantasy e quelle medievali c’è una chiara differenza: le seconde, rispetto alle prime, sono più rudimentali, riportano una grande quantità di informazioni, persino la direzione dei venti, e molte annotazioni scritte.

Jonathan Crowe, infatti, sul suo sito The Map Room esprime che probabilmente le mappe del fantasy moderno, come lo conosciamo oggi, siano i diretti discendenti dei libri per bambini. I modelli a cui fanno particolare riferimento sono i racconti inglesi, tra la fine del diciannovesimo e l’inizio del ventesimo secolo. Molte di quelle illustrazioni rappresentavano le mappe dei luoghi della storia, basti pensare al celebre romanzo per bambini Winnie The Pooh, scritto da Alan Alexander Milne, che tra le prime pagine riporta la mappa illustrata da Ernest Howard Shepard.

Mappa di “Winnie The Pooh” (A. A. Milne, 2008).

Le mappe sono sempre state utilizzate nei libri per bambini, sicuramente dal 1883, quando una mappa fu incorporata nel libro di Robert Louis Stevenson, L’isola del tesoro.

Possiamo, inoltre, distinguere tre diversi tipi di carte:

  1. raffigurazione di un luogo reale;
  2. raffigurazione di un luogo di fantasia frutto della creazione dell’autore e cartografo;
  3. mappe che combinano sia la realtà sia fantasia, cioè quando viene mostrata un’area reale ma alterata per adattarsi alla trama.

    Mappa de “L’Isola del Tesoro” (Robert Louis Stevenson, 2015).

C’è da dire, però, che quest’area dell’illustrazione è stata ampiamente ignorata dalla critica che dava maggiore importanza ad altri tipi di disegni all’interno di un libro, specialmente negli ultimi vent’anni. Infatti, sotto l’aspetto educativo, i bambini di oggi non hanno l’abilità di approcciarsi alle tecniche cartografiche riportate nelle illustrazioni, rispetto a quando era stata pubblicata L’Isola del Tesoro nel 1800.

Questo probabilmente perchè negli anni è cambiato il modo di insegnare la geografia. Un tempo un bambino che andava a scuola riceveva un’educazione alla cartografia decisamente più approfondita, quindi poteva leggere le mappe con maggiore facilità. Le mappe moderne sono semplificate, come accade nel libro Il Mago di Earthsea, di Ursula K. Le Guin, che riporta meno tecniche cartografiche tradizionali come la longitudine e la latitudine o la profondità dei mari (Ranson, Clare, Cartography in Children’s Literature, in ERIC, Institute of Education Sciences, 1996).

La mappa di Terramare (Le Guin, 2013).

Nonostante tutto, le mappe rimangono degli strumenti apprezzati dai giovani lettori per la comprensione di un testo e oggi sono utilizzate spesso nel frontespizio nei libri fantasy.”

Mappa de “Le Cronache di Narnia” illustrata da Pauline Baynes (www.paulinebaynes.com).

Adesso vediamo come se sono evolute le mappe fantasy moderne. Nella tesi non ho citato Tolkien e Martin nel paragrafi che sto riportando qui, semplicemente perchè a questi due celebri autori ho dedicato un ampio spazio in un capitolo in cui ho fatto un confronto approfondito sui loro mondi. Le mappe che seguono sono comunque di opere molto importanti nel genere fantasy.

“Il primo da citare è l’amico di Tolkien, C. S. Lewis, nonchè autore de Le Cronache di Narnia, una saga fantasy in sette volumi. La mappa ufficiale è stata creata da Pauline Baynes, la stessa illustratrice di fiducia di Tolkien. L’illustrazione riportata qui sotto ritrae Narnia e le terre confinanti, tutti mondi appartenenti all’immaginario di Lewis.

Mappa del “Ciclo di Shannara” (Brooks, 2014).

Un’altra mappa che vale la pena menzionare è quella del Ciclo di Shannara, di Terry Brooks, un autore contemporaneo.

Si può notare che la cornice dell’illustrazione di questa edizione è la tipica pergamena medievale, ma la mappa riporta le caratteristiche del fantasy moderno, come gli spazi vuoti e il risalto dei luoghi funzionali alla storia.

Nell’ambito della Science fantasy, invece, si colloca la Saga di Darkover, ad opera della scrittrice Marion Zimmer Bradley. Questo è il caso della creazione di un mondo vero e proprio, che trova una sua collocazione nell’universo (tra il braccio superiore e quello inferiore della nostra galassia). Darkover è un pianeta grande circa quanto la Terra, pur avendo una gravità inferiore alla nostra e la sua atmosfera è più ricca di ossigeno. I suoi territori sono formati da grandi catene montuose, estesi ghiacciai (il più noto è chiamato Muro Intorno al Mondo). Le zone abitabili sono limitate e sono localizzate nella zona equatoriale del pianeta, dove è circoscritta la popolazione di Darkover. Infatti il clima è rigido, addirittura proibitivo, il che ha portato la vita ad assumere aspetti insoliti (fonte: Fantasy Magazine).

L’area più importante del pianeta Darkover. Disegno di David Speakman, fan della saga (www.fantasymagazine.it).

Le mappe non ritraggono solo luoghi geografici, ma anche gli interni di un luogo come un castello. L’esempio più ricorrente è sicuramente la Mappa del Malandrino che compare in Harry Potter, saga fantasy di J. K. Rowling.

La mappa, disegnata su una pergamena, si presenta come una sorta di planimetria della scuola di Hogwarts e mostra tutti i passaggi segreti e se il passaggio è protetto da una parola d’ordine spiega come aprirla. Mostra anche dove sono tutte le persone nel castello, per questo nel terzo volume, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, viene consegnata a Harry dai gemelli Weasley (fonte: Harry Potter Wiki).

La Mappa del Malandrino (https://sites.google.com/site/lamappadelmalandrino4/)

In questo caso la finalità della mappa cambia: non serve tanto al lettore quanto al protagonista, perchè compare proprio all’interno della trama per permettere al personaggio di orientarsi.

Naturalmente è impossibile riportare tutte le mappe dei mondi fantasy contemporanei, però per approfondire l’argomento si può consultare il libro An Atlas of Fantasy di Jeremiah Benjamin Post, un raccoglitore di mappe di mondi immaginari, dall’Eden a Dreamland di Lovecraft.”

Mappa di Dreamland, in “An Atlas of Fantasy” (http://ghooriczone.blogspot.it)

L’estratto della tesi finisce qui. Spero che abbiate trovato interessante questo breve viaggio dall’origine delle mappe fantastiche a oggi! 😉

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