Fahrenheit 451: perché va letto se te lo danno a scuola?

Se a scuola vi assegnano dei libri, perché è importante leggere Fahrenheit 451?

Chi ha finito l’anno scolastico, in questo periodo, sicuramente si sarà  guadagnato dai professori una bella lista di libri da leggere per l’estate. A volte siete liberi di scegliere almeno uno di quei numerosi titoli che vi danno. Certo, ma quale scegliere? Il libro deve anche piacervi, quindi dovete assicurarvi di unire l’utile al dilettevole.

Quasi sicuramente, nella listi di libri consigliati, troverete Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. Si tratta di un romanzo fantascientifico di circa 160 pagine, a seconda dell’edizione. Se la lunghezza dei libri è solita a spaventarvi, questo può fare al caso vostro.

Inoltre, se siete in quinta superiore, Fahrenheit 451 può essere utile per la vostra tesina. Potete collegarlo al rogo dei libri imposto dal regime nazista, alla politica di repressione messa in atto dai totalitarismi, alla psicologia delle masse o alla letteratura distopica.

Ma la cosa più importante è che dà parecchi spunti di riflessione a chi lo legge.

La storia, pubblicata per la prima volta nel 1953, ci catapulta in un futuro distopico, in cui possedere dei libri è vietato dalla legge. La società  descritta, soggiogata dal governo, vive un’esistenza superficiale e senza valori.

L’ambientazione si concentra in una città immaginaria, situata probabilmente negli Stati Uniti. Lo si capisce dai nomi dei personaggi, dal dollaro come moneta usata e dal fatto che venga menzionata St. Louis nelle vicinanze. Ma alla fine la città  potrebbe essere una qualsiasi, anche la nostra, proiettata in un futuro in cui non vorremmo certamente vivere.

Il protagonista è Guy Montag, un uomo sulla trentina d’anni. Lui è un pompiere, ma il suo lavoro non consiste nello spegnere gli incendi. Quello si faceva in passato. La squadra di Montag ha il compito di bruciare i libri e la casa di chi li possiede. Inizialmente conduce una vita conforme a tutti gli altri. Ha un lavoro di routine, una casa identica alle altre e una moglie, Mildred. I suoi occhi cominciano ad aprirsi dall’incontro con una ragazza, Clarisse, che vive vicino a lui. La diciassettenne è diversa dalle altre persone. Sa cogliere la bellezza della natura, parla con la sua famiglia anziché guardare la tv, ha dei pensieri propri. La sua mentalità  non è in linea con quella imposta dal governo, infatti non va più a scuola ed è considerata matta.

Montag, però, comincia ad affezionarsi alla ragazza e, quando sparisce misteriosamente, sente la sua mancanza. Una volta Clarisse chiede al pompiere se è felice della sua vita. Lui è convinto di sì, ma gli avvenimenti futuri gli fanno capire quanto sia piatto il mondo in cui vive.

Quando, dopo quella conversazione, torna a casa, trova sua moglie priva di sensi, per aver ingerito una dose eccessiva di barbiturici. Gli infermieri intervengono, in maniera del tutto apatica, come se fossero abituati a trovarsi davanti a una persona che cerca di morire. Il mattino seguente Mildred si sveglia e si comporta come se nulla fosse, nonostante Montag voglia prendere l’argomento. Invece il suo unico interesse è installare un nuovo schermo per ricoprire la terza parete del soggiorno. Mildred rappresenta la società  di quel mondo. Incapace di pensare con la sua testa e con interessi frivoli. Non comunica con il marito, nemmeno si ricorda dove l’ha conosciuto. I suoi argomenti sono vuoti. Il meglio che sanno fare le sue mani è tenere una sigaretta. Trascorre la maggior parte del tempo guardando programmi di intrattenimento, su schermi che ricoprono intere pareti.

Ma sarà  un episodio in particolare ad aprire la mente di Montag. Una sera, mentre è in missione con la sua squadra, una donna decide di morire nell’incendio, piuttosto che vedere bruciare i suoi libri. Il pompiere comincia a porsi delle vere domande, si chiede cosa ci sia scritto di importante nei libri, da considerarli così preziosi. Ma, soprattutto, si chiede perché bisogna bruciarli?

Da lì cercherà  di colmare i suoi dubbi, per dare un vero senso alla sua vita. Si impossessa di alcuni libri e li legge, inizialmente senza comprenderne il significato. Li nasconde in casa e cerca di impararli a memoria. Si fa aiutare da Faber, un ex professore che ha perso il suo lavoro. L’anziano signore si reputa un vigliacco, perché si è lasciato sottomettere dal governo, ma decide di dare una svolta alla sua vita, aiutando Montag.

Le ultime scene sono colme di tensione. In generale, il ritmo del libro non è lento. Riesce a coinvolgere il lettore nel contesto e a trasmettere delle sensazioni forti. Personalmente sono riuscita a cogliere un senso di oppressione, quando Beatty, il caposquadra dei pompieri, fa un discorso a Montag sul male che i libri infliggono alla gente. La lettura induce a ragionare sulla propria esistenza e su quella del mondo. Invece, per il governo, è più conveniente che la gente non si faccia troppe domande e che conduca una vita superficiale, senza pensare ai problemi, soprattutto con una guerra alle porte.

Come ho già  detto, le ultime scene sono piene di tensione e molto importanti, ma non ve le svelerà. Se non sapete già  come finisce il libro, non andate a spulciare il finale su internet. Fahrenheit 451 va letto in autonomia, vi assicuro che non ve ne pentirete. Dopo le vacanze, oltre a fare una bella figura con il vostro professore, avrete aggiunto una gemma preziosa nel vostro bagaglio culturale.

 

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