Anima gemella

L’anima gemella raccontata da Brian Weiss in “Molte vite, un solo amore”

Voi credete nell’anima gemella? Quando mi trovo a porre questa domanda, il più delle volte mi sento arrivare un “no” secco. Forse perché non l’hanno ancora trovata, inoltre non deve essere per forza rappresentata da un partner. Può trattarsi di un legame tra due famigliari o due amici. In ogni caso, vi anticipo che non serve per forza credere nell’anima gemella per leggere questa recensione. Basta credere nell’amore.

In uno dei miei ultimi articoli avevo già espresso una riflessione sul tema dell’amore e vi avevo anche accennato che stavo finendo di leggere il libro Molte vite, un solo amore dello psichiatra statunitense Brian Weiss e pubblicato in Italia da Mondadori. Mi è stato regalato due compleanni fa, quindi potete immaginare quanto tempo sia stato nella mia libreria, prima che mi venisse voglia di leggerlo. Secondo me, le letture non capitano per caso nella nostra vita. Infatti, proprio in un periodo particolare per me, sono stata “chiamata” da questo libro che avevo quasi dimenticato di avere. L’ho preso, ho letto le prime pagine e ho pensato “proprio quello che mi ci voleva in questo momento”.

L’autore

Vale la pena spendere due parole sull’autore, dato che nella lettura assumiamo il suo punto di vista. Brian Weiss è uno psichiatra, laureato alla Columbia University e alla Yale Medical School. Dopo gli studi, ha diretto per undici anni il dipartimento di psichiatria al Mount Sinai Medical Center di Miami. All’apice della sua carriera, l’incontro con la sua paziente Catherine rivoluziona completamente la sua vita e il suo lavoro. Lei aveva dei ricordi riguardo le sue vite passate, a cui il dottore inizialmente non credeva, e aveva la facoltà di trasmettere messaggi trascendentali, durante la trance ipnotica. Fu così che Brian Weiss decide di scrivere il suo primo libro Molte vite, molti maestri, nonostante credesse che le vendite non potessero arrivare alla tiratura dell’editore. In fondo, si trattava di un libro “piuttosto strano”, in cui descriveva la storia della sua paziente, curata con la terapia regressiva in un’altra vita passata. Invece il risultato è andato oltre le aspettative e numerosi pazienti sono andati da Brian per intraprendere la stessa terapia di Catherine. Molte vite, un solo amore è il terzo libro scritto dallo psichiatra, “la storia più appassionante di tutte” come scrive lui nella prefazione, riferendosi ai casi dei suoi pazienti.

I momenti più importanti e commoventi della nostra vita sono quelli in cui cerchiamo di individuare le nostre anime gemelle e di fare le scelte che possono trasformare la nostra esistenza.

“Molte vite, un solo amore” di Brian Weiss

Una storia di vite passate

Il libro si concentra sulla terapia di Elizabeth e Pedro e sulla loro reale esperienza. Lei è una donna del Midwest che si rivolge a Brian Weiss per superare la morte della madre, alla quale era molto legata. Nonostante fosse intelligente e di bell’aspetto, inoltre, non riesce ad avere una relazione duratura con gli uomini. Anche Pedro, messicano, cerca di superare la perdita del fratello, morto in un incidente. Loro non si conoscono e provengono da due culture diverse, ma il destino ha in serbo qualcosa per loro. Il loro unico punto in comune è la terapia che cominciano nello studio del dott. Weiss, ma in orari e giorni differenti. Durante le loro regressioni in vite passate, con l’ipnosi, riescono a guarire sintomi e paure inspiegabili. A Elizabeth aveva sempre causato uno stato di disagio e ansia stare al buio, infatti durante una seduta scopre di essere stata un ragazzino, morto una notte, cadendo da una barca e finendo in un mare freddo e cupo. Pedro, invece, scopre che il suo dolore alla spalla è riconducibile a una ferita fatale, provocata in una vita in cui era un soldato inglese.

L’arrivo dell’anima gemella

*In questo paragrafo potrebbero esserci spoiler*

Man mano che prosegue la terapia, Pedro ed Elizabeth guariscono i loro sintomi e la loro depressione, anche perché nelle loro vite precedenti riescono a riconoscere i rispettivi cari che hanno perso nel presente. Dunque, la speranza che potrebbero incontrarli di nuovo nelle vite future allevia la loro sofferenza. Tuttavia, a entrambi rimane un senso di frustrazione. Si sentono soli e non riescono a innamorarsi di qualcuno. Finché un giorno, il dott. Weiss si accorge che esiste una connessione tra i due, grazie a una vita passata che entrambi avevano condiviso. Infatti, durante una seduta, Pedro aveva rievocato una vissuta nell’antica Palestina. Era un vasaio che fu ucciso dai soldati romani. E l’uomo muore cullato dalle braccia della figlia. Incredibilmente, anche Elizabeth aveva raccontato la stessa esperienza: lei era la figlia che cullava il padre in fin di vita. L’uno era l’anima gemella dell’altra.

Quando lo psichiatra si accorge che i due pazienti potrebbero essere anime gemelle, cerca di farli incontrare con discrezione, per non venir meno al suo dovere di segreto professionale. Durante questi brevi incontri, non proprio casuali, non accade nulla, ma i due ragazzi riusciranno comunque a “riconoscersi” successivamente, al di fuori dello studio psichiatrico.

Le mie impressioni

In quasi tutto il libro, ogni capitolo è dedicato a una seduta di Pedro o di Elizabeth, in cui viene rievocata una vita precedente. Ho seguito con attenzione tutte le storie: era bello passare dalla Mongolia all’Inghilterra e da un’epoca all’altra. Da tutte queste esperienze si capisce che l’amore non ha tempo ed è un legame che persiste, nonostante la separazione, a prescindere dall’anima gemella.

Non ci sono stati particolari momenti morti, anche grazie allo stile di Brian Weiss, semplice come se ti stesse raccontando un fatto a voce. La narrazione assume il punto di vista dello scrittore ed è proprio questo il bello, perché le sue emozioni, mentre racconta la storia, coincidono con quelle del lettore.

Personalmente ho trovato molte parti toccanti, anche in brevi storie di altri pazienti, alternate a quelle di Elizabeth e Pedro. Una di quelle che mi ha commossa di più è stata l’esperienza di una donna che, per anni, di notte avvertiva un tocco alla sua mano che le trasmetteva serenità e sicurezza. Il giorno che nacque la sua bambina, il primo contatto fisico che ebbe con lei le trasmise la stessa sensazione di quel tocco che la accompagnava da sempre.

Conclusione

Probabilmente in molti si saranno trovati a storcere il naso nel leggere questo articolo. Vite passate, anime gemelle, mani invisibili che prendono le tue. Non mi sento di dire che questo libro sia adatto a tutti. Ma non voglio nemmeno limitare la sua lettura a chi crede nella reincarnazione. Il vero messaggio che Brian Weiss vuole dare è che l’amore è l’arma più potente che esista e tutto è riconducibile a quello. Senza amore cadiamo in uno stato di sofferenza, da cui nasceranno altri problemi. Se volete credere nell’amore, allora potete leggere questo libro.

Vorrei ringraziare colei che mi ha regalato Molte vite, un solo amore. Sto parlando di Alessia, amica e youtuber molto brava, con la quale condivido la passione per la scrittura e per la spiritualità. Mi scuso con lei, perché ho aspettato così tanto, prima di leggere questo libro che ha comprato per me, conoscendo i miei interessi. Ma, come ho detto prima, a volte sono i libri che scelgono te e aspettano il momento giusto per essere letti. Le letture non sono mai casuali così come l’amore.

Articolo creato 31

Lascia un commento

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto