iniziare a scrivere

Iniziare a scrivere, i miei suggerimenti per progettare un libro

Scrivere. Che parola meravigliosa. Ma è ancora più bella, se messa in pratica. Quella di iniziare a scrivere è un sogno di molte persone. Non sto parlando propriamente di diventare scrittore. Perché non saprei dire quando una persona può definirsi tale. La cosa certa che so, però, è che il primo passo per essere uno scrittore è scrivere. Sì, ma da dove iniziare? Prima di rispondere a questa domanda, conviene fare una premessa.

Perché iniziare a scrivere? La mia esperienza

Non si scrive perché si vuol dire qualcosa; si scrive perché si ha qualcosa da dire

Francis Scott Fitzgerald.

Sembra scontato, ma non lo è affatto: inizi a scrivere perché hai la necessità di raccontare qualcosa. Se non ce l’hai, evidentemente non è arrivato il momento giusto per farlo. Il motivo è molto semplice, perché è il contenuto che vuoi esprimere a dare vita al cosiddetto corpo narrativo. Una volta che hai ben chiaro il tuo obiettivo, penserai a come esporlo.

In base alla mia esperienza, posso confermare che finché non hai un’idea, un qualcosa da raccontare, è difficile iniziare a scrivere per davvero. Fin da piccola volevo fare la scrittrice e a volte mi mettevo davanti al computer. Un po’ per gioco o, chissà, un po’ con l’intenzione seria, volevo scrivere un libro. Piccolo problema: non avevo niente da raccontare. Capitolo uno, due punti a capo, qualche battuta e poi basta, il resto si riduceva a una pagina bianca. Allora la mia attività morirva lì. In realtà l’avevo semplicemente rimandata a un altro momento.

Infatti è arrivato il giorno in cui questo argomento è arrivato. O meglio, è arrivata la necessità di cui avevo bisogno per iniziare a scrivere. Ero appena uscita da una situazione personale che mi ha fatto sentire particolarmente oppressa. Questa esperienza mi ha segnato tanto. Nel periodo in cui cominciavo a rinascere, ho sentito la necessità di creare un mondo tutto mio, con le mie regole, la mia storia, un posto in cui potevo sentirmi libera.

Scegliere il genere non è stato particolarmente difficile, dato che sono sempre stata vicina al fantasy. Ognuno ha il suo genere prediletto, dipende appunto da che tipo di idea o necessità hai. Nel mio caso volevo creare un mondo in cui fuggire, in cui tutto fosse possibile. E così è nata Erasmen. I paesaggi e le caratteristiche hanno cominciato a prendere forma, a effetto domino, nella mia testa. Persino il nome si è palesato da solo nella mia testa. Quella era la mia necessità: raccontare le vicende di questo pianeta e fare in modo che il mio lettore si sentisse libero quanto me in questo posto. Potevo finalmente iniziare a scrivere.

Passiamo alla pratica

Ti ho raccontato la mia esperienza perché penso sia il modo migliore per farti capire il concetto. Ora, sperando di avertelo trasmesso e premettendo che tu abbia qualcosa da comunicare, possiamo iniziare a scrivere.

Dato che non sapevo da dove partire, mi sono documentata su internet, come stai facendo tu in questo momento. E ho trovato dei siti che spiegavano che, prima della stesura vera e propria del libro, è meglio progettare la storia. Come si fa? Innzitutto, scegli un supporto su cui scrivere i tuoi appunti.

Puoi prendere appunti sul tuo computer. Tra l’altro, so che esistono dei programmi fatti apposta per progettare un libro, dai personaggi alle scene. Io, invece, preferisco prendere appunti sul quaderno. Non so perché, ma scrivere a mano su carta mi permette di avere un quadro più chiaro di ciò che sto progettando. Ma questo è soggettivo. Puoi usare un comune programma di videoscrittura, Excel, un programma appostio o un foglio di carta. L’importante è che tu prenda appunti, affinché nella tua storia non ci siano incoerenze o buchi di trama.

…Sì, ma appunti su cosa esattamente?

Ti parlo ancora in base alla mia esperienza. Ho comprato il mio quaderno, tutta contenta mi sono messa sul divano e, nella prima pagina, ho cominciato a fare un elenco dei personaggi, persino delle comparse, che volevo inserire nel mio libro. Non tutti avevano ancora un nome proprio. Il mio Ray inizialmente era “quello che evoca il fuoco dalle mani”. L’importante è che tu abbia in mente le caratteristiche del personaggio, la sua storia, la sua personalità e il suo ruolo nella trama. In questo modo, non solo i tuoi protagonisti avranno spessore, ma anche le comparse.

Dopo ho elencato i luoghi. A prescindere che il tuo mondo sia reale o fittizio, è bene avere in mente l’ambientazione generale, ma anche i singoli luoghi che andrai a toccare nella storia. Sono sensati e coerenti con la trama? In che modo influenzano i tuoi personaggi? Cosa importante: se hai deciso di ambientare il tuo libro alle Isole Palau ma non ci sei mai stato, documentati bene su questo posto per scoprirne le usanze, il clima, il cibo ecc. Allo stesso modo, se il tuo mondo è inventato, assicurati che non abbia incoerenze. Il fantasy ha bisogno di logica quanto la realtà. Ora che ci penso, l’argomento ambientazione meriterebbe un articolo a parte. In futuro lo scriverò.

E poi? Poi ho fatto la scaletta della trama. Forse è la parte più dura della progettazione, perché scrivendo ti accorgi che alcune cose che avevi in testa non hanno senso e allora sei costretto a tornare indietro. Il mio consiglio è, intanto, di fare uno schema con gli avvenimenti di cui sei sicuro e mettili in ordine cronologico. Vedrai che man mano ti verranno in mente le scene da inserire nel mezzo. Non avere paura di scrivere gli appunti, anche se non sei completamente sicuro. Sei assolutamente libero di modificare i tuoi schemi, se ti sembra opportuno. Tanto non stai andando in stampa, stai progettando la tua storia! Se alla fine di tutto ti sembra di avere uno schema troppo pasticciato, be’, creane un altro più pulito e magari, già che ci sei, cominica a suddividerlo in capitoli.

Creare una scaletta degli eventi è importante soprattutto nel caso in cui l’intreccio non coincide con la fabula. Se non ricordi la differenza tra i due non ti preoccupare. La fabula è l’ordine cronologico degli eventi, mentre l’intreccio è l’ordine in cui decidi di narrare gli eventi. Si parla di intreccio lineare, se la tua storia segue lo stesso ordine cronologico della fabula. Nel caso in cui tu decida di stravolgere l’ordine, il tuo intreccio non coincide con la fabula. E in tal caso non vorrai mica perderti dei pezzi per strada, no? La tua trama schematizzata verrà in tuo soccorso nei momenti bui.

Inoltre, ti vengono in mente dei dialoghi divertenti o delle scene efficaci? Io, fossi in te, appunterei anche quelli esattamente come li scriveresti, in modo da non dimenticarli quando arriva il momento di inserirli nel libro.

E se ho un blocco?

Capita. Il blocco dello scrittore è come l’influenza in estate: è brutta e non te l’aspetti. Solitamente ci si blocca per due motivi: non sai cosa scrivere oppure non sai come scrivere.

Nel primo caso, può essere che ti sia imbattuto in un punto del libro che non sai come risolvere. In questo caso, io ricorro alle domande. Sul supporto in cui scrivi i tuoi appunti, annota i tuoi dubbi sotto forma di domande. Vai a ripescare nella tua scaletta gli eventi che ti hanno portato a questo dubbio. Poi rispondi alle domande con delle possbili soluzioni. Alla fine scegli quella che secondo te è più sensata e che possa portare a un risvolto narrativo interessante. Questo metodo può essere utile sia in fase di progettazione sia in fase di stesura.

Nel caso in cui tu non sappia come scrivere una determinata scena ci sono varie opzioni. Solitamente qui aiuta mettersi nei panni del lettore. Se tu non conoscessi gli avvenimenti, come vorresti che fossero scritti? Come possono emozionarti o diventare nitidi nella tua mente, come se fossero delle sequenze di un film? Scrivi come un lettore vorrebbe che un libro fosse scritto. La prima cosa che un lettore vuole ovviamente è la chiarezza. Non sprecare energie scrivendo frasi confuse o intricate. Prova a scrivere una parola di avvio, oppure rileggi le ultime cose che hai scritto. Potrebbe darti la spinta a continuare.

Queste sono le cose che mi vengono in mente per iniziare a scrivere un libro. La fase di progettazione potrà sembrarti noiosa, ma se hai passione per la scrittura e credi in ciò che vuoi comunicare, sarà piacevole documentarti e mettere nero su bianco le tue idee, anche se solo appuntate. E la volta che partirai con la stesura e darai vita alla tua storia, ti sentirai soddisfatto e sarai ancora più contento di poter finalmente scatenare la tua fantasia.

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